>>Cheratosi attinica, come riconoscerla e prevenirla

Cheratosi attinica, come riconoscerla e prevenirla

La cheratosi attinica, conosciuta anche come “cheratosi solare”, è un tipo di lesione cutanea che si forma in seguito ad una esposizione solare cronica. Consiste in una displasia dei cheratinociti epidermici potenzialmente in grado di trasformarsi in carcinomi a cellule squamose (SCC).

Gli studi clinici stimano, infatti, che ogni anno tra circa il 0.025% e il 16% delle cheratosi attiniche progredisca in carcinomi a cellule squamose.

Tuttavia non sono stati ancora individuati dei marcatori che permettano di prevedere quali lesioni sono destinate a evolvere e quali no (1).

 

Come riconoscere le cheratosi attiniche?

Da un punto di vista clinico, le cheratosi attiniche si presentano come delle placche o papule eritematose. Compaiono soprattutto in aree che sono state esposte per lungo tempo e mostrano segni di danno cronico legato al sole:

  • il volto,
  • le orecchie,
  • le spalle,
  • il dorso delle mani
  • il cuoio capelluto calvo.

Di solito le lesioni hanno una dimensione che varia da pochi millimetri a più di 2 centimetri. Al tocco danno una caratteristica sensazione di “carta vetrata”, tanto che a volte è possibile identificarle più facilmente mediante palpazione che ispezione visiva.

Il loro colore varia dal rosa al brunastro nel caso delle cheratosi pigmentate.

Di norma sono asintomatiche, anche se alcuni pazienti lamentano prurito e pizzicore.

L’evoluzione delle cheratosi attiniche è variabile: possono, infatti, regredire spontaneamente, rimanere invariate o trasformarsi in formazioni maligne. I segni della progressione includono indurimento della lesione, aumento delle sue dimensioni, sanguinamento ed eritema (2).

 

Quali sono i fattori di rischio?

I fattori di rischio per lo sviluppo della cheratosi attinica sono diversi:

  • il sesso (nei maschi sono più diffuse)
  • l’età avanzata
  • la carnagione chiara (fototipi I e II)
  • l’elevata esposizione solare cumulativa
  • l’immunosoppressione
  • I disordini genetici della pigmentazione, come l’albinismo.

Il rischio relativo di sviluppare queste lesioni aumenta in particolare se ci si espone spesso al sole o in seguito a ustioni solari ripetute, soprattutto prima dei 20 anni.

 

Cheratosi attinica: i dati di diffusione

Le cheratosi sono diffuse soprattutto tra i soggetti caucasici che vivono vicino all’equatore. La prevalenza maggiore si registra quindi in Australia, seguita dagli Stati Uniti e dall’Europa.

L’incidenza inoltre aumenta all’aumentare dell’età, attestandosi sotto il 10% nei soggetti caucasici tra i 20 e i 29 anni e all’80% nei soggetti tra i 60 e 69 anni (3).

Inoltre, con l’invecchiamento generale della popolazione, si prevede un graduale aumento della loro frequenza.

 

Trattamento della cheratosi attinica

Spesso il paziente, inconsapevole del potenziale rischio di evoluzione in una formazione maligna, sottovaluta la cheratosi attinica e non si rivolge allo specialista.

È invece necessario non trascurarla e trattarla opportunamente (4).

Oltre a migliorare l’aspetto estetico della cute, l’utilizzo della terapia più idonea alla tipologia di lesione ne previene la trasformazione in tumori maligni.

I trattamenti maggiormente utilizzati sono:

  • La terapia topica a base di 5-fluorouracile, Imiquinod o Diclofenac.
  • La crioterapia. Trattamento a base di azoto liquido utilizzato soprattutto quando le cheratosi sono in numero limitato, perché permette di trattare selettivamente le lesioni. Si applica l’azoto liquido sulla singola lesione, che in seguito al trattamento diventa crostosa e cade.
  • La laserterapia. Trattamento a base di laser CO2 che permette, come la crioterapia, di rimuovere la singola lesione.
  • La terapia fotodinamica. Nota anche come PDT , è in grado di distruggere selettivamente le cellule alterate, mediante applicazione topica di un derivato fotosensibilizzante (come le porfirine) che viene attivato in situ da luce rossa a Led.

La prevenzione prima di tutto

Oltre ai trattamenti sopraelencati, è bene che il paziente con cheratosi attinica segua una serie di comportamenti utili a ridurre il danno di rischio solare:

  • Applicazione di filtri solari ad ampio spettro e a elevato fattore di protezione (SPF 30 o superiori) durante tutto l’anno.
  • Evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata dei mesi estivi (11-16).
  • Proteggersi con occhiali, maglietta e cappello.
  • Evitare l’uso di lampade abbronzanti.

 

Le informazioni riportate non sono consigli medici. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere dell’esperto.

 

Argomenti trattati in questi articoli:
Bibliografia:
  1. Dirschka T. et al. Real-world approach to actinic keratosis management: Practical treatment algorithm for office-based dermatology J Dermatol Treat 28(5) (2017), 431-442.
  2. Siegel J.A. Current perspective on actinic keratosis: a review Br J Dermatol 177(2) (2017), 350-358.
  3. Reinehr C.P.H., Bakos R.M. Actinic keratoses: review of clinical, dermoscopic, and therapeutic aspects An Bras Dermatol 94(6) (2019), 637-657.
  4. Fernandez Figueras M.T. From actinic keratosis to squamous cell carcinoma: pathophysiology revisited J Eur Acad Dermatol Venereol 31(2) (2017), 5-7.